mercoledì 28 gennaio 2015

L'albero dei ciucci


Il ciuccio, si sa, per il bambino è il rimedio a tutti i mali. E’ l’oggetto che lo rassicura, lo tranquillizza e lo aiuta ad addormentarsi . Per questo la sua rinuncia deve avvenire in modo dolce e graduale considerando che il bambino deve essere preparato all’evento.
Ecco che il racconto di una storia può aiutare i genitori nell’impresa. Le favole infatti, rappresentano uno straordinario supporto nell’accompagnare il piccolo a superare con serenità quei passaggi un po’ critici necessari alla sua crescita psicologica. 
Da queste premesse ho sviluppato il progetto: “ te lo regalo con un sorriso”. Un progetto che ha preso avvio al nido “piccoli Passi”, interessando bambini dai 2 ai 3 anni.
Il primo step è stato quello di creare un racconto in grado di portare il bambino a rinunciare al proprio ciuccio in modo spontaneo e non attraverso un’imposizione adulta.
Dopodiché grazie al prezioso aiuto delle educatrici del nido, è stato possibile realizzare un vero e proprio libricino per bambini.
Il vostro compito consiste nel raccontare quotidianamente la storia al vostro piccolo, creando un’atmosfera d’intimità e condivisione . Dopodiché dovrete scegliere un albero nel vostro giardino e destinarlo ad “albero dei ciucci”. Quando il vostro piccolo sarà pronto, appenderà al ramo il suo ciuccio e la mattina successiva , come narrato nel racconto, ai piedi dell’albero gli farete trovare uno splendido regalo.
Il racconto “L’ALBERO DEI CIUCCI” che vi propongo, condurrà dolcemente il vostro bambino alla consapevolezza che ormai è giunto il momento di abbandonare il proprio ciuccio. Il “difficile” distacco sarà supportato dalla certezza che l’oggetto tanto amato, servirà a dare la felicità a qualcun altro, nel caso specifico all’albero che, in segno di riconoscenza farà uno splendido regalo al piccolo donatore.
Dunque, gli ingredienti ci sono tutti: condivisione, generosità, riconoscenza; Il valore aggiunto lo apporterete voi, con la vostra dolcezza, calma e serenità, ma anche con la caparbietà necessaria in questi passaggi di crescita. Nella convinzione che starete aiutando il vostro bambino a diventare grande.
Nel caso non abbiate a disposizione un giardino con alberi , potete procurarvi un piccolo alberello da tenere in casa, per trasformarlo nel vostro meraviglioso ALBERO DEI CIUCCI.

giovedì 15 gennaio 2015

Guarire dall'ansia? Oggi si può!

La persona che soffre di disturbi d’ansia o di attacchi di panico sa bene quanto questo problema possa essere invalidante, soprattutto quando “la paura della paura” inizia a gestire la sua vita. 
Studi recenti confermano come i disturbi d’ansia, (fra cui si annoverano: attacchi di panico, ansia generalizzata, fobie specifiche e non specifiche, disturbo post-traumatico da stress), siano in continuo aumento soprattutto fra la popolazione giovane.  
Vediamo allora quali sono le principali soluzioni (ed i loro effetti), che generalmente la persona adotta al presentarsi del problema:
- Il ricorso al farmaco. 
Le benzodiazepine, ansiolitici spesso utilizzati nel trattamento di questo tipo di disturbo, associate ad un farmaco antidepressivo che agisca sulla serotonina, possono avere in una prima fase una buona efficacia, ma il tasso di ricadute e le recidive sono spesso alte, senza considerare gli effetti collaterali e dipendenza che essi provocano. 
Si tratta quindi di una stampella che sostiene finché c’è, ma che non insegna certo a camminare.
- Il limitarsi negli gli spostamenti quotidiani.
Una soluzione questa, che inconsapevolmente porta la persona ad erigere poco per volta le mura della propria prigione dalla quale non sarà più in grado di uscire . 
- L’aiuto dei familiari. 
Una sorta di “delega con interessi”: se da un lato conforta, dall’altro conferma l’incapacità dell’individuo ad affrontare in prima persona il suo problema. 
- Infine ci sono coloro che con rassegnata accettazione, organizzano l’esistenza in funzione del proprio disturbo.

Una condizione paragonabile alla libertà vigilata.
Si tratta quindi, di tentate soluzioni che se in un primo momento possono apparire funzionali, nell’arco di breve tempo, oltre a divenire le principali responsabili al mantenimento del problema, possono condurre all’insorgere di altri tipi di disturbi quali disistima, insicurezza, forme depressive ecc.
L’ansia non è una malattia, ma una costruzione del cervello, quindi non si dovrebbe curare come un raffreddore o una qualsiasi malattia fisica.
Un metodo particolarmente efficace nel risolvere i disturbi d’ansia è la Terapia Breve Strategica. Si tratta di un intervento breve e focale di carattere molto pratico, che orientandosi al presente della persona, attraverso una serie di colloqui clinici, strategie e compiti a casa, permette l’estinzione completa del disturbo, restituendo all’individuo piena autonomia e padronanza della propria vita. 
Dati statistici confermano l’efficacia del trattamento, (96% dei casi trattati con successo, con una media di sole 8 sedute). 
Grazie all’effettiva efficacia del trattamento la persona è in grado di percepire un miglioramento sin da subito, riacquistando un’immediata fiducia nelle proprie risorse e capacità nell’affrontare e risolvere definitivamente il proprio disturbo.
“Non sempre complicati problemi richiedono soluzioni altrettanto lunghe e complesse”

venerdì 2 novembre 2012

Addobbi natalizi con pasta di sale: l’albero di Natale diventa l’albero dei ricordi


Vedo crescere le mie bimbe molto in fretta, forse troppo... e spesso mi ritrovo ad interrogarmi su quanto ricorderanno della loro infanzia, quanto resterà nella loro memoria affettiva.
Ci sono dei giochi-attività che contribuiscono a mantenere vivi i ricordi, permettendoci di rivivere nell’età adulta , momenti speciali  fatti di amore e condivisione  che appartengono alla nostra infanzia e che in qualche modo hanno contribuito a farci diventare le persone che siamo.
Eccone un esempio.

mercoledì 31 ottobre 2012

Perchè i bambini dicono le parolacce?



Penso che qualsiasi genitore si sia prima o poi confrontato con le parolacce del proprio bambino. 
Come è possibile che da un visino dall’aria così angelica ed innocente escano certe diavolerie!

La reazione di un genitore è pressoché immediata: all’incredulità e spiazzamento iniziale segue, a scanso d’equivoci, l’accertamento, in cui si chiede al bambino di ripetere  l’“impronunciabile”, con l’intenzione di inibire quanto appena detto.

“….Giorgino ho sentito bene quello che hai detto??!”
oppure:

“… Giorgino ripeti ciò che hai appena detto se ne hai il coraggio!!”

Quindi sulla base di inconfutabili prove si passa all’azione.

martedì 23 ottobre 2012

Come stimolare nel bambino capacità di analisi critica


In tempi difficili come questi, dove i nostri piccoli quotidianamente vengono bombardati da messaggi di ogni genere ,ritengo davvero importante abituarli, fin dalla  più tenera età, a sviluppare capacità riflessive e critiche nei confronti dei diversi temi con cui vengono a contatto.

Cosa significa acquisire  abilità critiche?
  • Significa trasformarsi da mero recettore passivo dei messaggi mediatici, a soggetto in grado di filtrare l’informazione attraverso una propria rete di giudizio;
  • Significa limitare il pericolo di divenire oggetto di facili manipolazioni;
  • Significa possedere una preziosa mappa mentale, che  permetta di orientarsi nella giungla informativa, ed ahimè, spesso disinformativa, nella quale siamo immersi;

mercoledì 17 ottobre 2012

giovedì 11 ottobre 2012

Inventare il proprio giocattolo


Abbiamo tante volte parlato del giocattolo, quale fondamentale strumento per la crescita del tuo bambino.
Se è vero che il giocattolo serve per stimolare la fantasia, la creatività, allora bisogna mettere a loro disposizione quei materiali di gioco che possono essere reinventati, senza tanto preoccuparci del risultato finale.

Esistono diverse tipologie di giocattolo:

  • il giocattolo commerciale, quello che va per la maggiore, ma che purtroppo spesso soddisfa solo le esigenze estetiche e funzionali dell'adulto e non sempre quelle del bambino;
  • il giocattolo didattico,  permette di sviluppare specifiche competenze; 
  • il giocattolo domestico, che è rappresentato dagli oggetti che si trovano in casa;
  • il giocattolo "povero", cioè realizzato con materiale di recupero

Su quest'ultimo vorrei soffermarmi.


Chiunque ha a che fare con bambini sa che prima di buttare qualsiasi materiale dovrebbe farlo esaminare al proprio piccolo.
Scopriremmo così che, ciò che per noi non ha nessun valore, per loro rappresenta un'ampia opportunità di gioco.

Per creare uno spazio ludico ideale è quindi importante ripensare, o meglio vedere con occhi diversi, tutte le cose che ci circondano e conservare un po' di materiali da utilizzare all'occorrenza.
Barattoli di varie dimensioni, tappi di qualsiasi forma e materiale, cannucce, bottoni, tubi di cartone, fili di lana   ne sono solo un esempio.

Con un po' di questo materiale , insieme a colla e forbici, i bambini possono in autonomia creare i loro giocattoli.

Questi non hanno la pretesa di durare in eterno, probabilmente dureranno solo il tempo del gioco.

Non importa!!

Ciò che conta è lo sforzo cognitivo, impiegato dal bambino per attribuire ai diversi materiali una funzione ed un significato diverso rispetto a quello per cui sono stati creati.

Questo rappresenta un inestimabile valore in termini di processo creativo.  

giovedì 4 ottobre 2012

Dieci raccomandazioni di un bambino ai suoi genitori


  1. Riempitemi di carezze e di baci ed educatemi con pazienza
  2. Proteggetemi senza però asfissiarmi
  3. Spiegatemi sempre il perché di un castigo
  4. Lasciatemi giocare liberamente
  5. Non abbandonatemi davanti alla TV
  6. Non pretendete che sia il “numero 1", piuttosto sappiate crescere la mia autostima
  7. Sappiate dirmi anche “NO”
  8. Mettetevi d’accordo sul modo di educarmi
  9. Non assillatemi continuamente, ma neppure ignoratemi
  10. Raccontatemi anche di voi 

La semplicità del testo non deve trarre in inganno, ogni raccomandazione infatti, suggerisce una precisa modalità interattiva che se costantemente attuata,  può rappresentare un valido aiuto per crescere un bimbo autonomo, sicuro, curioso ed entusiasta della vita.


Consigli d’uso:
Appendi questa lista in un luogo a te visibile della casa ed ogni mattina leggila attentamente.
Soffermati sui punti in cui ti senti più carente, scegline uno e pensa a come potresti  migliorarlo, facendo o modificando delle piccolissime cose del tuo comportamento. 


venerdì 28 settembre 2012

Vongole e fantasia

Quali pensieri  vi ispira un traboccante piatto di spaghetti affogati nell'olio,  ricoperto da una montagna di succulenti vongole, atteso con impazienza da tre piccoli e vivaci pargoli , in piena fase d’età del: “faccio io?!"

AIUTOOOO!

Bene, così è andata a noi, per lo meno nella prima parte della serata.

FASE UNO DELLA SERATA
Vi lascio immaginare l’entusiasmo dei nostri  piccoli pargoli, (due, quattro e sette anni), quando hanno visto arrivare non tanto gli spaghetti, ma la montagna di vongole che li ricopriva.
In principio pensavamo si trattasse di fame, ma non appena li abbiamo visti all'opera, abbiamo capito che i piccoli avevano in serbo ben altri progetti.

Insomma, per farla breve, la prima parte della serata è stata all’insegna del: “Attento all’olio che cola! Stai sul piatto! Usa la forchetta! Non si lancia!..”

Uff!  Che fare per uscirne indenni?

venerdì 21 settembre 2012

Condivisione, amore, gioco

Oggi desidero fare un esperimento con te!
Chiudi gli occhi e con la mente fai un tuffo nel tuo passato.
Vorrei che tu ti soffermassi su un episodio felice della tua infanzia.

Rivediti piccolina,cercando di far riemergere i rumori, le voci, i colori, gli odori legati a quel ricordo. 

Ora metti maggiormente a fuoco: la scena si fa via via più grande, sino ad inglobarti;
ora ci sei dentro.
Le immagini si fanno più nitide, riesci a coglierne  i particolari, sentire il calore delle persone che ti stanno accanto.
La sensazione piacevole di quel ricordo ti penetra lentamente, molto lentamente..
Avverti una piacevole senso di calore che dai piedi si irradia alle gambe poi al busto, alle braccia sino alla testa.

Fatto?

Non ho fretta, prenditi il tempo necessario…

venerdì 14 settembre 2012

Giochi non sicuri o vietati


Oggi voglio trattare un argomento che ritengo di fondamentale importanza, per la sicurezza dei nostri bambini.
Stamattina mentre accompagnavo l’Angelo Ribelle all’asilo, ho assistito ad una scena a mio avviso inquietante.
Una madre (che definirei  inconsapevole), stava contrattando l’acquisto di un piccolo gioco con un venditore ambulante, la cui bancarella era gremita di giocattoli di ogni tipo. Sapete? … di quelle che ti ritrovi improvvisamente  a tradimento dietro l’angolo, e a quel punto non puoi più farci nulla: tu l’hai vista, ma soprattutto lui!, il vostro pargolo l’ha vista.
Il suo faccino si allarga in un enorme sorriso, una luce maliziosa ed entusiasta si accende nei suoi occhietti, ed ecco, che con una mossa fulminea ed improvvisa, mobilitando una forza che nemmeno sapevate possedesse,  vi  trascina letteralmente verso la bancarella.
Davanti ai vostri occhi scorre il film della tragedia che sta per abbattersi su di voi e come se non bastasse, alzando lo sguardo, vi accolgono i  “42” denti del commerciante, che vi invita ad acquistare un suo prodotto.
Voi conoscete bene il significato di quella cordialità, ma il vostro piccolo no!
Per lui ciò,  equivale a dire: “scegli quello che vuoi” e statene certe, sarà disposto a cogliere solo ed unicamente quel messaggio. A nulla varranno strategie di distrazione o di persuasione.
Ora le alternative sono due:
- O allontanate con decisione il piccolo pargolo, che con accenni di acuti da fare invidia ad un cantante lirico, manifesterà tutta la sua contrarietà alla decisione presa. (In genere la facilità di tale scelta è inversamente proporzionale al numero di persone presenti)
- Oppure accondiscendete alla sua “velata” richiesta, acquistando un giocattolo. NO!
Magari per contenere il danno, scegliete il più economico. NOO!
Il danno è doppiamente fatto!
Attenzione! ora il discorso si fa più serio.
Vi siete mai chieste perché un giocattolo può costare più di un altro?

venerdì 7 settembre 2012

Perchè ai bambini piacciono tanto le storie?


Un ricordo al quale sono particolarmente legata e conservo gelosamente nel mio cuore, sono quelle domeniche mattina trascorse nel lettone dei miei genitori insieme ai miei fratelli.
Chiudo gli occhi e mi rivedo ancora piccola che  eccitata chiedo:
“Papà ci racconti una storia?”
La sua voce calda e avvolgente intona:
“C’era una volta…”, e la magia aveva inizio.

Ci sono ricordi che restando indelebili nella memoria, regalano piacevoli sensazioni di calore ed amore….Nulla di ché! Semplicemente il racconto di una storia.

Tanti anni sono trascorsi da allora, molte cose sono cambiate, alcune delle persone che abbiamo amato ci hanno lasciato, la tecnologia è divenuta parte integrante nella vita quotidiana e probabilmente abbiamo uno  maturato uno sguardo disincantato nei confronti della vita, ma nonostante tutto, il racconto, conserva ancora un misterioso fascino agli occhi dei  nostri piccoli.

Perché?

domenica 2 settembre 2012

Bigodini e fantasia

Probabilmente ti starai chiedendo cosa centrano dei bigodini con un bambino...

Prova a pensarci!

Usando un po' di fantasia, forse avrai già intuito come tale materiale, generalmente di esclusivo utilizzo di noi mamme, possa in realtà trasformarsi, in un divertentissimo gioco da proporre al proprio bambino.
Trattandosi di un materiale che non viene manipolato frequentemente,  risulterà agli occhi del piccolo ancora più divertente.

Finalità: 
Stimolare la fantasia, attraverso seriazioni, costruzioni, classificazioni e racconti di storie

Materiale occorrente: 
  • Bigodini colorati con rivestimento in velcro, in modo che possano  attaccarsi sia fra loro che ad un panno.
  • Un panno, che diventerà la nostra cornice sopra la quale "sviluppare il gioco"  


venerdì 10 agosto 2012

Il gioco delle figure geometriche


Ecco un semplice e divertente gioco da proporre al vostro bambino, attraverso il quale potrete stimolare la sua capacità di discriminazione e la cononscenza delle diverse figure geometriche.

Materiale occorrente: 
cartoncino colorato
forbici

Svolgimento dell'attività: disegnate sul cartoncino delle coppie di figure geometriche. Una serie servirà a  voi, mentre l'altra dovrete disporla in ordine sparso sul pavimento. Ora procedete mostrando al vostro bambino una figura geometrica, suggerendogli di individuare quella uguale fra quelle poste sul pavimento.

Idea più:si tratta di un'attività che può essere proposta anche a bambini molto piccoli (2 anni), natuaralmente con i necessari aggiustamenti , a seconda dell'età e delle conoscenze del piccolo.
In una prima fase, ad esempio, (specie se il bambino è molto piccolo), sarà opportuno scegliere lo stesso colore per tutte le figure geometriche che andrete a disegnare, facendo  in modo che abbiano la stessa dimensione. 
In questo modo il piccolo avrà la possibilità di concentrarsi su un'unica "caratteristica dell'immagine", che è appunto la forma.  Quando mostrate la figura geometrica, ricordate sempre di chiamarla col rispettivo nome, affinchè il piccolo impari ad associare il disegno al nome. Ad esempio: mostrando un cerchio, direte: "questo è un cerchio", ed indicando le figure poste sul pavimento: "ora trova il cerchio uguale a questo".
Gradualmente, ad apprendimento avvenuto, potrete aumentare il livello di difficoltàù del gioco, inserendo altre "caratteristiche" che desiderate insegnare al vostro bambino, quali ad esempio la dimensione, (figure grandi e  piccole) e i colori, (figure ricavate da cartoncini di diversi colori). Ovviamente le consegne date al bambino varieranno a seconda del livello di difficoltà. Ad esempio:
-"trova un cerchio uguale a questo", per l'apprendimento delle forme
-"trova un cerchio grande uguale a questo", per l'apprendimento forme, dimensioni
-"trova un cerchio rosso grande uguale a questo" per l'apprendimento forme, dimensione, colore.
Ricordate di fare sessioni di gioco piuttosto brevi, proponendole magari anche più volte al giorno.
Rimmarrete meravigliati con quanta facilità e velocità il vostro piccolo acquisirà tali nozioni.

Parola d'ordine: divertimento!

venerdì 27 luglio 2012

I rotoloni burloni


Spesso materiali da riciclo possono trasformarsi in divertentissimi giochi che intrattengono i vostri bambini, dando loro la possibilità di esercitare ingegno e fantasia.

I rocchetti di plastica su cui si avvolgono cordoncini, nastri o cavi, ad esempio, possono trasformarsi in  oggetti rotanti molto semplici, che i vostri piccoli apprezzeranno di sicuro.

Potranno infatti portarli a passeggio, trascinarli, organizzare corse o qualsiasi altra proposta che scaturirà dalla loro fantasia.

Materiale occorrente: 
Rocchetti (meglio se di medie dimensioni)
Cartoncino colorato
Colla
Forbici
Pennarelli colorati.

Realizzazione:

mercoledì 25 luglio 2012

I calzini della memoria


Ecco una simpatica alternativa  ai classici memotest.
Si tratta di un'attività molto semplice divertente, che stimola nel bambino capacità mnemoniche e di osservazione.

Naturalmente, come è nel nostro stile, il gioco inizia con la costruzione del gioco stesso, ed è superfluo sottolineare che, anche in questa fase, il coinvolgimento del vostro bambino è "l'ingrediente" speciale che renderà l'attività davvero unica ed originale.
Allora siete pronti?

Materiale occorrente: 
cartoncini colorati
forbici
colla
matite colorate.


mercoledì 18 luglio 2012

Il gioco del riordino

Esistono giochi che possono aiutare i genitori ad ottenere dai propri bambini maggiore collaborazione.
Avete presente la situazione in cui chiedete a  vostro figlio di riordinare la cameretta e la sua consueta quanto insindacabile risposta è un secco “no”, o, nella migliore delle ipotesi: “lo faccio dopo”.

Bene, in quel preciso momento in genere si assiste sia  nell’adulto che nel bambino ad una sorta di barricamento sulle rispettive posizioni, che porterà inevitabilmente ad uno scontro; più voi trasformerete la vostra richiesta in un ordine perentorio, più il vostro cucciolo affinerà armi ed unghie per rendervi l’impresa impossibile e potete scommetterci, che  comunque vadano le cose, gli sconfitti  alla fine, sarete voi.

Esistono diverse strategie per ottenere dai nostri piccoli ciò che desideriamo.
In questo caso, una carta vincente potrebbe essere il “buon esempio”, ma, se vi siete già giocati  anche questo jolly , (senza vincere la partita) , il gioco che andrò a descrivervi, potrà esservi utile.

Esperienza personale:
Ricordo quella volta che chiesi al mio “Angelo Ribelle” di riordinare i suoi giochi dopo un pomeriggio trascorso in compagnia dei suoi amichetti.
Ingenuamente mi aspettavo che un qualche arcaico quanto recondito motto di gratitudine, lo facesse facilmente accondiscendere alla mia richiesta.


Mera illusione!, (quanto siamo ingenue ed idealiste noi mamme!)

La sua risposta fu di tutto punto un secco ed irriconoscente :“no,sono troppo stanco!”

Stancooo?!

Ed io allora?! reduce da una giornata trascorsa, soddisfacendo i desideri, di quello sciame di piccole cavallette?
Contai sino a 10, poi a 50 per arrivare a100….., cercando di fare mente locale di tutte quelle strategie che una madre, (per puro istinto di sopravvivenza), apprende lungo il faticoso percorso della sua formazione sul campo. 

Beh! fatto sta, che facendo leva sull’ultimo filo di razionalità (e pazienza), che mi erano rimaste, portai a casa “capra e cavoli”, proponendo alla mia adorabile insostituibile ed ingrata creaturina , il gioco del “fai tu che faccio io”.

Si tratta di una strategia utile se proposta in maniera adeguata, in quanto utilizza lo stesso linguaggio dei nostri bambini: “il gioco”.

Procuratevi un timer. E’ fondamentale, che  le sessioni di gioco siano di breve durata, (5 min.) , per evitare che il bambino si stanchi disinteressandosi all’attività ludica proposta.

Impostate il timer per 5 minuti.
Avvisate il bambino che giocherete ad un nuovo gioco: il “fai tu che faccio io”.
Iniziate con una sorta di riscaldamento, (salti, movimenti braccia, gambe, giravolte, ecc.). 

Il vostro piccolo dovrà imitare tutto ciò che fate voi.

Ora cominciate a gironzolare per casa facendo cose “utili”, raccogliete una carta, sistemate i cuscini, riponete un giocattolo, etc.

Allo squillare del timer, cambio ruoli.

Dite al vostro piccolo che ora farà lui la guida, mentre riordina la sua stanza.
Voi dovrete limitarvi a fare quello che fa lui, niente di più.

Ingrediente segreto: mirate a divertirvi, anziché avere una camera in perfetto ordine.

Risultato: giocando spesso a questo gioco insegnerete ai bambini ad essere più collaborativi e disponibili.

Provare per credere!

lunedì 16 luglio 2012

Bottiglie magnetiche

Ho scoperto che ai bambini piace molto giocare con le calamite e quindi ho pensato a questa attività da realizzare con loro.
Materiale occorrente
  • bottiglie di plastica trasparente (quelle dell'acqua da mezzo litro vanno benissimo)
  • pezzetti di carta di vari colori/sabbia/pezzi di spugna
  • fermagli/mollette o qualsiasi altro materiale purché di metallo
  • bastoncini in legno del ghiacciolo
  • calamite
  • colla

venerdì 13 luglio 2012

La scatola dell'apprendimento

Avete avuto occasione di osservare i vostri piccoli, con quanto impegno, attenzione ed interesse, cercano di avvitare tappi, infilare oggetti,  inserire chiavi nella serratura e molte altre "attività" che richiedono l'utilizzo di materiali ed oggetti di uso domestico. 

Perchè non dare loro la possibilità di sperimentare ed esercitare tali abilità creando, con loro e per loro, un gioco che  vada a  soddisfare tali esigenze di crescita?

Vi propongo la scatola dell'apprendimento: learning box.